Gli ingredienti chiave che rendono il San Daniele DOP un' eccellenza internazionale

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Data di pubblicazione 20/05/2021
Categoria: Alimentazione

Abbiamo ormai compreso quanto sia importante prestare la giusta attenzione alla nostra alimentazione, che deve essere il più possibile sana e regolare. Per questo ci affidiamo sempre più spesso al web, per ottenere informazioni utili e consigli per restare in perfetta forma senza rinunciare al piacere di mangiare.


Il Prosciutto di San Daniele, una vera e propria icona del made in Italy, rappresenta l’esempio principe di un alimento dal sapore inconfondibile che permette di condurre uno stile di vita sano senza rinunciare al gusto. A decretare il successo di questo prodotto concorrono sono una serie di fattori, che permettono la realizzazione di un alimento dalle eccellenti qualità nutritive, adatto ad essere inserito in qualsiasi regime alimentare, compreso quello ipocalorico. Perfetto sia per i bambini che per anziani e sportivi.

Sono le materie prime di assoluta eccellenza a rendere il San Daniele DOP così speciale e apprezzato. Si tratta di tre ingredienti chiave, ovvero le cosce di suino allevato in Italia, il sale marino e naturalmente l’irripetibile microclima in cui è calato il borgo di San Daniele del Friuli.

I suini e lo strato di grasso


Il processo produttivo del San Daniele DOP inizia con l’accurata scelta delle cose di suino. Esse vengono interamente prodotte e lavorate sul territorio italiano. La filiera, che si compone di 3641 allevamenti e 47 macelli, è situata in dieci regioni elencate all’interno del rigido Disciplinare della produzione. Si tratta di: Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria. I maiali, che qui vengono allevati e selezionati, appartengono a razze italiane: le cosce si ottengono da capi Large White, Landrace e Duroc. Un controllo ulteriore sulla filiera viene assicurato dalla presenza di una banca dati del DNA dei suini stessi: il fine è quello di combattere la contraffazione dei tipi genetici e garantire la tutela della conformità delle razze.

Chiaramente un aspetto importante per quanto riguarda la qualità dei prosciutti è quello relativo al peso delle singole cosce. Lo standard minimo? Un peso di almeno 12,5 chilogrammi, che non può comunque superare i 17,5: deve esserci un rapporto costante tra strato di grasso e massa magra. Lo strato di grasso nella parte esterna della coscia - misurato in corrispondenza del femore - non deve essere inferiore a 15 millimetri (compresa la cotenna).

Il microclima unico e irripetibile di San Daniele del Friuli


Ci troviamo nella zona dell’Anfiteatro Morenico, incastonata nel cuore del Friuli-Venezia Giulia. Il microclima irripetibile di San Daniele del Friuli è un altro dei tre ingredienti chiave che trasformano i prosciutti in un’eccellenza internazionale. Conferisce qualità organolettiche inconfondibili al prodotto, assieme al sapore tipico. In quest’area avviene il delicato incontro tra la brezza frizzante dell’Adriatico con i venti freddi provenienti dalle Alpi Carniche. Si genera così una leggera e costante ventilazione, a cui i prosciutti vengono esposti durante la stagionatura. Il fiume Tagliamento si cala in questo scenario come naturale elemento termoregolatore: scorre poco distante e lambisce silenzioso la cittadina friulana. Questo è il motivo per cui i 31 prosciuttifici hanno sede esclusivamente a San Daniele del Friuli.

Il sale marino


Terzo e ultimo ingrediente è il sale marino a secco, un prodotto anch’esso rigorosamente italiano e proveniente dall’area centro-meridionale. Ciascuna coscia, dopo essere stata cosparsa di sale, viene lasciata a riposare tra 0° e 3°: il numero di giorni corrisponde al suo peso. A questo punto il prosciutto inizia a rilasciare umidità, quindi a disidratarsi. Si procede così alla fase della pressatura in cui il sale può penetrare nella carne, aromatizzando il prosciutto nel suo complesso.

Negli ultimi tempi è stata ridotta la quantità di sale impiegata nella lavorazione. Così come indicato nell’ultimo Disciplinare di Produzione in fase di approvazione, questa scelta è stata adottata anche in ottica green in quanto concorre a ridurre l’impatto ambientale del ciclo produttivo del San Daniele DOP. Il Consorzio, inoltre, si impegna ormai da anni a destinare il sale esausto della lavorazione a usi alternativi: come antighiaccio stradale o per l’industria conciaria.

Il San Daniele DOP è un alimento dalle caratteristiche uniche che rappresenta, in italia e nel mondo, il suo territorio d’origine. Le materie prime di altissima qualità e l’attenzione prestata alle singole lavorazioni concorrono alla creazione dell’eccellenza che tutti conosciamo e apprezziamo.

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